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600 anni della Cupola del Brunelleschi
30/09/2020

600 anni della Cupola del Brunelleschi

Tutto inizierà e si concluderà con un concerto all'interno del Duomo di Firenze. Il 16 aprile con La Cupola armonica e il 20 novembre con Oltre l'azzurro. Il sogno di Brunelleschi. Quest'anno la magnifica Cupola del Brunelleschi compie 600 anni e per festeggiarla Firenze e l'Opera di Santa Maria del Fiore hanno organizzato otto mesi di eventi.

600 anni fa, il 7 agosto 1420, l'Opera di Santa Maria del Fiore dà inizio alla costruzione della Cupola del Duomo di Firenze su progetto di Filippo Brunelleschi. Un'impresa considerata impossibile che sarà realizzata grazie al genio del grande architetto. La Cupola di Brunelleschi, ancora oggi la più grande in muratura mai realizzata, è uno dei monumenti più celebri al mondo, visitato da circa un milione di persone all'anno di tutte le nazionalità.

Concerti, spettacoli, convegni, edizioni di libri, tour virtuali e per la prima volta delle proiezioni notturne in video mapping 3D sull’esterno della Cupola.

Concerti e spettacoli

L’8 ottobre 2020, sarà la volta dello spettacolo teatrale Con il cielo dentro (Cattedrale di Santa Maria del Fiore, ore 21.15) da un’opera inedita di Davide Rondoni che Giancarlo Cauteruccio mette in scena per le Celebrazioni, in prima assoluta. Dopo circa vent’anni dall’intensa collaborazione con Mario Luzi per l’indimenticabile Opus Florentinum, Cauteruccio torna a lavorare in compagnia di un poeta e a confrontarsi con una delle architetture fondamentali della storia e della bellezza.

Sarà il dramma in musica Oltre l'azzurro. Il sogno di Brunelleschi, con musica di Silvia Colasanti e testo di Maria Grazia Calandrone, a chiudere le Celebrazioni il 20 novembre 2020 (Cattedrale di Santa Maria del Fiore, ore 21.15). In prima esecuzione assoluta, la nuova partitura è stata appositamente commissionata dall’Opera di Santa Maria del Fiore, secondo il progetto ideato e realizzato con la direzione artistica di Francesco Ermini Polacci. L'esecuzione è affidata all’Orchestra Giovanile Italiana della Scuola di Musica di Fiesole e al direttore francese Pierre-André Valade, già apprezzati interpreti di altre partiture di Silvia Colasanti, affiancati dalle voci miste della Cappella Musicale della Cattedrale di Santa Maria del Fiore e da quelle bianche dei Pueri Cantores sotto la guida di Michele Manganelli, maestro di cappella della Cattedrale di Firenze.“

Per ulteriori informazioni consultare il sito di: www.firenzetoday.it/eventi/cupola-brunelleschi-600-anni-celebrazioni-2020.html

Mostra Banksy e street art a Milano
29/09/2020

Mostra Banksy e street art a Milano

l Teatro degli Arcimbildi, per la prima volta in Italia, arriva Unknown – Street Art Exibition. Dal 1 agosto al 13 dicembre il foyer del Teatro degli Arcimboldi si trasforma infatti nella casa dei Graffiti Writers, ospitando le opere di Banksy e di altri importanti street artist nazionali e internazionali: Blu, Phase 2, Delta 2, BenEine, 3D, Bordalo II, Kayone, Swoon, Faith 47, Serena Maisto. Saranno più di cento le opere esposte, in un percorso conoscitivo sia della street art che dei suoi protagonisti.

La Street Art

Amata o criticata, adorata o demonizzata, ma comunque sempre presente nelle nostre città. La Street Art che oggi è ovunque intorno a noi e viaggia - coloratissima e ammonitrice, poetica o spietatamente tranchant – sui muri delle case, sulle facciate delle fabbriche dismesse, sui treni rottamati e sulle serrande abbassate. La Street Art che ci colpisce con le sue immagini ogni giorno, ormai del tutto sdoganata come vera e propria forma d’arte, alla conquista assoluta dei Musei di Arte Contemporanea, delle Gallerie più prestigiose e delle Collezioni d’Arte private. La Street Art dalle mutevoli forme e dai tanti artisti, spesso celati dell’anonimato di improbabili e misteriosi pseudonimi.

La mostra

“UNKNOWN – Street Art Exibition” racconta la storia della street art, dai primi writers fino agli esponenti più importanti dell’arte di strada di oggi. Protagonista indiscusso della mostra BANKSY, a partire dall’iconica “Girl with Balloon”, la bimba con capelli e vestito scossi dal vento a cui sfugge di mano un palloncino a forma di cuore, che evoca la fragilità dei sentimenti e degli affetti, spesso fugaci e transitori.

Banksy

Le opere con protagonisti due animali tanto cari all’artista: i topi e gli scimpanzé, come “Flying Ghetto Rat” e “Painted Louis Sign”.
I topi sono senza dubbio i soggetti che più caratterizzano i lavori di Banksy, costituendone un vero e proprio emblema. L'animale, dotato di un formidabile spirito di adattamento e di socialità, si oppone su vari fronti alla specie umana, che è invece fragile e individualista. L'unica assimilazione possibile è con gli street artist, che ugualmente si muovono in canali, tunnel e luoghi reconditi: per questo i topi di Banksy sono spesso graffittari, che comunicano messaggi di amore e pace. Lo scimpanzé invece rappresenta in un certo senso l’essere umano, ridicolizzato dall'artista. Non mancherà anche “Rage – flower thrower”, l’opera che raffigura un uomo col volto parzialmente coperto, dalla postura aggressiva, intento a lanciare non una granata, bensì un mazzo di fiori.

Ad affiancare le opere di Banksy diciotto pezzi di BLU, tra i quali il pennarello su carta “Fish ‘n Trips”, la stampa “Headquarters” realizzata per la celebre mostra “Street Art” alla londinese Tate e la prints Rennes che ripropone il murales realizzato dall’artista sulla facciata nord del Teatro Nazionale di Bretagna. E poi importanti talenti dell’Arte di Strada come Phase 2, Delta 2, BenEine, 3D, KAYONE, storico writer di Milano, Bordalo II, artista portoghese che usa i rifiuti per dar vita ad animali, spesso uccisi proprio dal nostro inquinamento.

Bordalo II

Il tocco femminile sarà presente con l’americana SWOON, la sudafricana FAITH 47 e la svizzera Serena Maisto (IMAGO Art Gallery), un’artista poliedrica dall’abilità eccezionale di pittura sia su tela che altri materiali. “Nomi che hanno contribuito – sottolineano i curatori – a rendere le città di tutto il mondo straordinari musei all’aperto, veicolando attraverso le loro opere messaggi di resistenza culturale, ecologia e profondissima umanità”. Infine nel suggestivo percorso nel foyer del Teatro Arcimboldi un importante approfondimento su quale possa essere la reale identità di BANKSY, con ipotesi ed analisi. E, mostra nella mostra, una raccolta di foto scattate in tutto il mondo, che ritrae le opere di Banksy sui muri di città come Betlemme (Palestina), New York, Londra, Bristol e, in Italia, a Napoli e Venezia.

Banksy

Di Banksy si sa che è nato a Bristol (Inghilterra) nel 1974, che è ironico e provocatorio, chiacchieratissimo sui media e protagonista di aste milionarie. La sua reale identità? Ad oggi rimane sconosciuta, “UNKNOWN”. Le sue opere, spesso a sfondo satirico e sovversivo, riguardano argomenti come la politica, la cultura e l’etica, combinando un umorismo oscuro con graffiti eseguiti con la tecnica dello stencil.

I suoi murales di critica politica e sociale sono apparsi su strade, mura e ponti nelle città di tutto il mondo, su superfici pubblicamente visibili.
L’intento è stupire e rompere le regole, creando scompiglio. Si pensi che Banksy nonvende le sue opere di street art pura, ma è noto che i banditori d’aste cerchino di venderle su posto, lasciando agli acquirenti il problema della rimozione dell’opera stessa.

Blu

Italiano, quasi certamente di Senigallia, si dice viva in un camper nella periferia romana. Come Banksy anche Blu cela la sua identità al
pubblico, è UNKNOWN, toccando tematiche importanti con stile provocatorio ed irriverente. Poco propenso alla commercializzazione e
all’esposizione dei suoi lavori – l’ultima personale autorizzata risale al 2007 e l’ultima sua opera multipla al 2012 – Blu conserva, invece intatto il primato della strada: imponente il suo “Uomo Carrarmato”, una delle serrande dipinte a Bologna negli anni Duemila, presente in mostra.

E' possibile acquistare i biglietti su Ticketone.

Durante i giorni e gli orari di apertura della mostra sarà possibile acquistare i biglietti anche direttamente al botteghino presso il Teatro Arcimboldi. L’organizzatore invita caldamente il pubblico a prenotare la propria visita per evitare assembramenti in biglietteria.“

Per ulteriori informazioni consultare il sito di  www.milanotoday.it/eventi/mostra-banksy-arcimboldi-biglietti.html

Alberto Sordi mostra 100 anni nella sua villa
29/09/2020

Alberto Sordi mostra 100 anni nella sua villa

La villa di Alberto Sordi apre al pubblico per festeggiare in modo speciale i 100 anni dalla nascita del grande attore romano. L'apertura della mostra - fissata il 7 marzo - è stata rimandata a settembre a causa dell'emergenza Coronavirus. L'apertura è prevista per il 16 settembre 2020 e l'esposizione sarà visitabile fino al 31 gennaio 2021

La mostra per i 100 anni di Alberto Sordi

È già boom di prenotazioni - come riporta il sito ufficiale del Comune di Roma - oltre 10mila da tutta Italia, per la grande Mostra “Il Centenario – Alberto Sordi 1920-2020”. La villa romana del grande attore sarà dunque aperta al pubblico per la prima volta, per celebrare il grande artista a cento anni dalla nascita.

L’esposizione, che non ha precedenti, si snoda tra i vari ambienti della casa in piazziale Numa Pompilio e nel giardino per illustrare la lunga carriera e la vita dell’attore attraverso documenti inediti, oggetti, abiti, fotografie, video, curiosità. Oltre alla Villa, il Teatro dei Dioscuri ospiterà una seconda sezione con un importante focus  su  “Storia di un italiano", il programma tv anni '70 cui Sordi era particolarmente affezionato. 

La mostra: "Una grande festa che Roma dedica ad Alberto Sordi"

La mostra, promossa da Fondazione Museo Alberto Sordi con Roma Capitale e con Regione Lazio, con il riconoscimento del MIBACT Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Soprintendenza Speciale di Roma Archeologia Belle Arti Paesaggio, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio, con il patrocinio di SIAE, con il sostegno di Luce Cinecittà, Acea, Banca Generali Private e con la collaborazione di Rai Teche, è curata da Alessandro Nicosia con Vincenzo Mollica e Gloria Satta, prodotta e organizzata da C. O. R. Creare Organizzare Realizzare.

Per il Campidoglio si tratta di una grande festa che Roma vuole dedicare ad Alberto Sordi in occasione del centenario della sua nascita. Per la prima volta l’abitazione dell’attore, una meravigliosa villa degli anni 30 dove Alberto ha vissuto e dove viene conservata  la sua storia di uomo e di artista, verrà aperta al pubblico. Una villa che fa parte del patrimonio storico della città e che, grazie all’impegno e alla volontà di Aurelia Sordi, è stata trasformata in mezzo prezioso per la diffusione e la promozione della cultura. L’iniziativa offre la meravigliosa opportunità di rendere omaggio all’arte e alla carriera di un grande artista romano che ha saputo rappresentare desideri, speranze e amarezze dell’Italia del Novecento. Roma non poteva certo mancare a questo appuntamento che non è solo l’occasione per ricordare un amico, ma è soprattutto l’importante opportunità per custodire i racconti e le emozioni che Alberto Sordi ha lasciato in eredità al suo pubblico. Che lo ha amato e lo ama ancora.

Per la Soprintendente Speciale di Roma Daniela Porro, la mostra su Alberto Sordi oltre a ricordare una delle personalità più importanti del cinema italiano è l’occasione per aprire la sua casa, di cui era peraltro gelosissimo. Questa esposizione corona un percorso di tutela e valorizzazione che rende questo bene finalmente visitabile dal pubblico e fa seguito alla firma del vincolo relativo a tutti gli arredi e gli oggetti dell’attore del 21 luglio del 2015. L’augurio è che la Casa di Alberto Sordi, costruita nel 1930 su progetto dell’architetto Clemente Busiri Vici, oltre che per  una mostra temporanea possa essere in futuro aperta  regolarmente, come un piccolo museo dedicato a un grande interprete  del nostro cinema.

Sordi si innamorò subito della Villa di via Druso al Celio quando la vide nella primavera del 1954, tanto che la comprò solo poche ore dopo averla visitata.

L'obiettivo della mostra

L’obiettivo di questa mostra dedicata al grande Alberto, come dice il curatore Alessandro Nicosia, è soprattutto aprire per la prima volta al grande pubblico la Villa rifugio di Sordi, farla conoscere così com’era invariata nel tempo, e ricostruire cronologicamente il suo percorso di uomo e di attore. Proprio per valorizzare la storia di questa casa che diventerà presto un museo, si è cercato di rispettare gli ambienti che sono rimasti intatti dopo la morte dell’attore, così come lui li aveva voluti e vissuti, facendoli dialogare con la proposta espositiva piena di sorprese e di tanti inediti.

Questa mostra permette quindi di scoprire un Sordi che va oltre i successi cinematografici e di conoscere storie che talvolta circolavano a proposito del suo privato. Un Sordi speciale, vero: il maestro fu un benefattore, un amante degli animali e delle belle donne, un collezionista d’arte, un fotografo appassionato, un viaggiatore… E così si racconta nel progetto espositivo studiato per consentirne la visita come se si fosse ospiti dell’attore.

Un viaggio alla scoperta dell'artista

La mostra monumentale dedicata ad Alberto Sordi si prefigura dunque come una esperienza immersiva  e totalizzante, un viaggio spettacolare alla scoperta dell’artista e dell’uomo, un ritratto completo in tutti i suoi risvolti e le possibili sfaccettature; un racconto che lascia emergere il contributo unico e insostituibile che ci ha lasciato in eredità. Sordi è entrato a gamba tesa nella memoria collettiva, attentissimo come era all’evoluzione della società da cui traeva ispirazione per le storie e i personaggi da portare sullo schermo;  è stato fondamentale per averci confezionato il ritratto di un’epoca e restituito la  storia del nostro  paese dagli anni a cavallo della seconda guerra mondiale fino al boom economico e agli anni ’60. I suoi film e i suoi personaggi sono lo specchio della società dell’epoca raccontata con sottile ironia cogliendone, con profonda leggerezza ma anche ferocia, voli e cadute, speranze e delusioni, altezze e miserie umane, con uno sguardo sempre arguto e geniale.

Nella tensostruttura esterna alla Villa, in uno spazio aperto gratuitamente al pubblico, verrà proiettato un filmato dedicato a Sordi curato da Istituto Luce Cinecittà. Il tutto avrà il suo culmine il 15 giugno con il festeggiamento del suo compleanno: in Villa naturalmente, con amici e colleghi del mondo dello spettacolo.

La Mostra si completa e arricchisce di due cataloghi a cura di Alessandro Nicosia, Vincenzo Mollica, Gloria Satta, Maria Cristina Bettini e Gina Ingrassia.“

Per ulteriori informazioni consultare il sito di  www.romatoday.it/eventi/alberto-sordi-mostra-villa-marzo-giugno-2020.html#map

Banksy in mostra al Chiostro del Bramante a Roma
29/09/2020

Banksy in mostra al Chiostro del Bramante a Roma

Le opere dell'artista in incognito più famoso al mondo stanno per arrivare a Roma. Banksy doveva essere protagonista di una speciale mostra al Chiostro del Bramante dal 21 marzo. Una delle tante mostre che il Covid ha bloccato, ma che sbarcherà nella Capitale dopo l'estate.

Come ha comunicato il Chiostro del Bramante sui suoi canali social, la mostra "Banksy A visual protest" approderà a Roma dall'8 settembre e sarà visitabile fino all'11 aprile 2021.

Banksy in mostra a Roma

Oltre 90 opere, in un percorso espositivo rigoroso, raccontano il mondo di Banksy. All’interno dell’architettura cinquecentesca del Chiostro del Bramante, a Roma, trova spazio l’artista “sconosciuto” che ha conquistato il mondo grazie a opere intrise di ironia, denuncia, politica, intelligenza, protesta.

Da Love is in the Air a Girl with Balloon; da Queen Vic a Napalm, da Toxic Mary a HMV, dalle prove di stampa per il libro Wall & Piece ai progetti discografici per le copertine di vinili e CD.

"Facevo proprio schifo con la bomboletta, così ho cominciato a ritagliare stencil!, dalle parole di Banksy l’indicazione sulla tecnica da lui più utilizzata. In mostra, grazie allo stencil: stampe su carta o tela, insieme a una selezione di opere uniche realizzate con tecniche diverse dall’olio o dall’acrilico su tela allo spray su tela, dallo stencil su metallo o su cemento ad alcune sculture di resina polimerica dipinta o di bronzo verniciato.

Immagina una città in cui i graffiti non fossero illegali, una città in cui tutti potessero disegnare dove vogliono. Dove ogni strada fosse inondata di miriadi di colori e brevi espressioni. Dove aspettare in piedi l’autobus alla fermata non fosse mai noioso. Una città che desse l’impressione di una festa aperta a tutti, non solo agli agenti immobiliari e ai magnati del business. Immagina una città così e scostati dal muro – la vernice è fresca.

Ci vuole del fegato, e anche tanto, per levarsi in piedi da perfetti sconosciuti in una democrazia occidentale e invocare cose in cui nessuno altro crede – come la pace, la giustizia e la libertà.

Il percorso espositivo prevede, anche comprendendo più di 20 progetti per copertine di dischi e libri, un arco temporale dal 2001 al 2017. Tutte le opere provengono da collezioni private.

Con questo nuovo progetto espositivo, il Chiostro del Bramante prosegue il suo impegno nel raccontare al pubblico l'arte attraverso i protagonisti. Dopo il successo di 'Bacon, Freud, la Scuola di Londra', realizzata grazie alla collaborazione di Tate, ora è il turno di Banksy.“

Per ulteriori informazioni consultare il sito di www.romatoday.it/eventi/cultura/banksy-mostra-chiostro-del-bramante-quando.html

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